Quando l’affitto scompare o diventa inaccessibile, la città si svuota di chi la fa funzionare davvero: se ne vanno insegnanti, infermieri, giovani, famiglie; restano i proprietari, i turisti, i pochi che possono permetterselo. I quartieri cambiano faccia, i negozi di vicinato cedono il passo alle vetrine per visitatori, i servizi si riducono, le comunità si disperdono.
Una città senza affitti accessibili diventa più fragile, più omogenea, più controllata. Quando abitare è un privilegio anziché un diritto, il tessuto sociale che rende vivi i luoghi scompare e i centri storici si trasformano in parchi a tema, belli da visitare, impossibili da abitare.
È la città che vogliamo?